Elementi caratteristici
fondamentali di un anello di tenuta sono:
- Labbro di tenuta, costituito
da una membrana flessibile terminante a spigolo, in materiale
elastomerico, destinata ad avvolgere
l'albero ed esercitare così la
tenuta (Par. 2.1)- Armatura metallica,
destinata a conferire all'anello la rigidità necessaria per uno stabile
accoppiamento con la relativa sede di alloggiamento (Par. 2.2)
- Molla elicoidale, con funzione complementare all'azione
fondamentale
del labbro di tenuta (Par. 2.3).
2.1 Materiali
costituenti il labbro di tenuta
Il materiale di cui è costituito il labbro di tenuta è una mescolanza
tra uno o più elastomeri di base ed una serie di vari
ingredienti, come: cariche rinforzanti, plastificanti, antiossidanti,
acceleranti, ecc.. Ciò allo scopo di conferirgli determinate
caratteristiche, quali:
- stabilità al fluido con il
quale viene a contatto
- alto grado di elasticità
- resistenza all'usura
- basso coefficiente di
attrito.
La conoscenza dei materiali è indispensabile al tecnico progettista
per la scelta corretta di quello più idoneo all'applicazione di suo
interesse. Le
principali qualità di mescole impiegate dalla ROLF per la produzione
degli anelli di tenuta
sono:
NBR
ACM
MVQ
FPM
HNBR
EPDM |
nitrilica
poliacrilica
siliconica
fluorurata
nitrilica idrogenata
etilene propilenica |
(acrilonitrile-butadiene)
(poliacrilato)
(polisilossano)
(vinilidenfluoruro esafluoropropilene)
(acrilonitrile-butadiene-idrogenato
(etilene-propilene)
|
Modifiche alla struttura di tali mescole o studi di nuove mescole
possono essere effettuate dalla Rolf per meglio soddisfare
esigenze particolari dei clienti.
NBR - Gomma nitrilica
E' l'elastomero impiegato nella maggior parte delle applicazioni
correnti. In particolare è indicato a contatto con:
- olii a base paraffinica (alifatici)
- olii e grassi minerali (olii motore, olii per cambi, differenziali,
ecc...)
- olii idraulici
- acqua e soluzioni acquose (liscive)
Il campo di temperatura varia tra -30°C
e +120°C.
ACM -Gomma poliacrilica
Questo elastomero è indicato per l'impiego con:
- olii motore anche se additivati e contenenti zolfo
- olii trasmissione
- olii idraulici
Il campo di temperatura varia tra -25°C
e +150°C.
MVQ - Gomma siliconica
Per la sua composizione chimica (catene ad alto peso molecolare
di polisilossani opportunamente modificate), presenta
una notevole resistenza agli agenti atmosferici, alla
luce ed all'ozono. Mostra inoltre un'eccellente resistenza alle basse ed
alle alte temperature tanto che il suo campo
di utilizzo ne copre una vasta fascia e, sebbene la sua
resistenza alla lacerazione ed all'abrasione non siano completamente
soddisfacenti, il suo basso coefficiente di attrito
ne compensa ampiamente l'effetto. E' indicato per:
- resistenza agli agenti atmosferici, ozono, ecc...
- olii minerali
- fluidi a base glicolica
Non utilizzare mai con le benzine.
Il campo di temperatura varia tra -55°C
e +180°C.
FPM - Gomma fluorurata
Questo elastomero possiede un'eccezionale resistenza al calore
ed agli agenti chimici. Le sue proprietà rimangono inalterate
indefinitamente fino a 200°C
circa. Offre ottime prestazioni
a contatto con:
- idrocarburi alifatici
- idrocarburi aromatici (toluolo, benzolo, xilolo)
- olii e grassi vegetali e minerali anche additivati
- solventi clorurati
- ozono
- luce ed agenti atmosferici
Il campo di temperatura varia tra -30°C
e + 200°C.
HNBR - Gomma nitrilica idrogenata
La struttura chimica di questo elastomero (ottenuto idrogenando un
tipo opportuno di gomma nitrilica NBR) consente, specialmente se
vulcanizzato con un sistema perossidico, una resistenza alla temperatura
mediamente di 30°C
superiore alla gomma nitrilica ed un'ottima resistenza all'abrasione.
La resistenza agli olii e solventi risulta in media di poco superiore
alla gomma nitrilica, salvo casi particolari. Risulta
quindi indicato per:
- resistenza al calore
- resistenza all'ozono
- resistenza all'abrasione
Il campo di temperatura varia tra -40°C
e +150°C.
EPDM - Gomma etilene-propilene
E' una gomma a base etilene propilene più un terzo monomero (diene)
che consente la reticolazione a zolfo. Per
la sua struttura chimica ha una peculiare resistenza a fluidi
come acqua, al
vapore e ad ambienti come ozono che la
rendono indicata per:
- acqua fino all'ebollizione
- vapore
- sistemi idraulici particolari come impianti frenanti
- ozono
- agenti atmosferici
- basi
- solventi polari a temperatura ambiente
Il campo di temperatura varia da -50°C
a + 150°C.
2.1.1 Dilatazioni termiche degli elastomeri
I coefficienti di dilatazione termica degli elastomeri sono decisamente
superiori a quelli dei metalli (vedi
Tabella).
Materiale
Coefficiente
di dilataz. m/m°C-1
Acciaio
12 x 10-6
Alluminio
24 x 10-6
Ottone
18 x 10-6
73 NBR
004
110 x 10-6
70 ACM
301
100 x 10-6
70 EPDM
601
170 x 10-6
75 HNBR
103
115 x 10-6
80 MVQ
501
180 x 10-6
73 FPM
401
150 x 10-6 |
Non
bisogna perciò tenere in considerazione solo la forma geometrica
di un anello di tenuta ed il suo carico radiale a temperatura
ambiente poichè le condizioni di funzionamento e la durata della
guarnizione possono mutare sensibilmente in funzione della variazione del
modulo d'elasticità causata da una variazione di temperatura.
Armatura
metallica
Ha la funzione di conferire all'anello la rigidità necessaria per
uno stabile accoppiamento con la relativa sede di alloggiamento. Può
essere, con riferimento all'elastomero, interna
(vedi par. 2.2.1),
esterna (vedi par. 2.2.2)
o semiricoperta (vedi par. 2.2.3).
2.2.1 -
Armatura metallica interna
Questa soluzione comporta i seguenti vantaggi:
- elimina il pericolo di corrosione
- non danneggia la sede, anche se questa è in lega leggera,assicurando
maggior possibilità di ricambi senza danni.
2.2.2 -
Armatura metallica esterna
Questo tipo di armatura era stata ideata per impieghi che richiedevano
forze di spiantaggio elevate e movimentazioni automatizzate con sistemi
magnetici. Nel tempo si è dimostrato che, per avere una tenuta affidabile,
necessitava di una finitura esterna rettificata e di una sede lavorata
fine, oltre all'impiego di
materiali sigillanti. Il costo era notevolmente
più elevato di quella ricoperta. Si decise pertanto di utilizzarla solo con
le mescole pregiate dove la maggiorazione
di costo veniva compensata dal risparmio di materiale
elastomerico. La ROLF ha
comunque risolto il problema producendo le sue
tenute con l'esterno ricoperto solo per metà della sua altezza,
come dettagliatamente riportato qui di seguito.
2.2.3 -
Armatura metallica semiricoperta
Questa soluzione prevede la ricopertura dell'armatura esterna
per circa metà della sua altezza. Tale ricopertura è prodotto
di vulcanizzazione e può essere liscia od ondulata per meglio adattarsi
alle esigenze di piantaggio dei nostri Clienti.
I vantaggi che ne derivano sono:
- ottimo bloccaggio in sede
- risparmio sui materiali pregiati
- facilità di montaggio
- sicurezza di funzionamento
Questa tipologia di bloccaggio è consigliabile per progetti
che richiedono un impiego particolarmente gravoso.
2.2.4 -
Natura dei materiali costituenti l'armatura
Nella versione standard l'armatura metallica è costituita da lamiera
d'acciaio da medio/profondo stampaggio, secondo norme UNI EN10130 o DIN 1624,
con uno spessore adeguato alle dimensioni dell'anello. Nei casi in cui sia
richiesta la resistenza ai fluidi corrosivi, può essere prevista in:
- acciaio inossidabile, secondo norme DIN
17440/tab.1.4401 o AFNOR Z6 CND 17.11 (ex AISI 316)
- ottone, secondo norma
UNI 4894.
2.3 Molla
elicoidale
Ha una funzione complementare all'azione fondamentale esercitata
dal labbro di tenuta. Difatti, il calore, le deformazioni meccaniche e
l'azione chimica dei fluidi, modificano le caratteristiche
originali della gomma. La forza radiale originale, esercitata dall'elemento
di tenuta, tende quindi a diminuire.
La funzione della molla è quella di contrastare questa
tendenza. La molla è strettamente avvolta a spirale e
possiede un pretensionamento iniziale calcolato. A ciò si aggiunge
un trattamento termico di stabilizzazione eseguito a temperatura più
elevata di quella di funzionamento, mediante
il quale è possibile ottenere:
- in fase di progettazione: la sicurezza di utilizzare la forza radiale più
indicata al tipo di funzionamento previsto.
- in fase di utilizzo in servizio: una garanzia della stabilità della forza
radiale stessa.
Infatti l'effetto temperatura provoca, nel tempo, non
soltanto una variazione delle caratteristiche originali della gomma, ma
anche una diminuzione delle
caratteristiche meccaniche dell'acciaio costituente la molla.
2.3.1 -
Natura dei materiali costituenti la molla
La scelta del materiale costituente la molla dipende dal tipo
di fluido con il
quale le molle elicoidali vengono a contatto. Nella
versione standard sono costituite da un filo d'acciaio armonico
fosfatato, ad alta resistenza, secondo norme UNI 3823
o DIN 17223.
Le molle standard subiscono un
assestamento programmato che, in fase di progetto, permette un'esatta
valutazione della forza radiale. Per applicazioni particolari si può
prevedere l'impiego di molle
in altro materiale. Ad
esempio, nei casi in cui si debba fare tenuta a fluidi corrosivi
come acqua
marina, detersivi in soluzione, soluzioni acide,
può essere impiegata una molla in acciaio inossidabile, rispondente a
norme:
- DIN 17007 tab.
2: 1.4300 o
AFNOR Z10 CN 18.09 (ex
AISI 302)
- DIN 17007 tab. 2: 1.4401 o AFNOR Z6 CND 17.11
(ex AISI 316)
- DIN 17007 tab. 2: 1.4571 o AFNOR Z8 CNDT 17.12
L'impiego di molle in bronzo fosforoso, pur avendo la stessa resistenza
degli acciai inossidabili agli agenti chimici, è sconsigliato
a causa della instabilità delle caratteristiche dimensionali
e per l'incostante decadimento del carico.
|