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I valori limite di impiego delle mescole sono da tener
sempre presenti in quanto il loro superamento può produrre rapidamente
la degradazione o persino la distruzione dell'elemento di tenuta
costituito dall'O-Ring stesso.
Ambiente
Gli O-Rings sono normalmente a contatto
con l'aria e con i seguenti fluidi e gas:
- acqua
- olii lubrificanti
- olii idraulici
- liquidi idraulici
ininfiammabili
- carburanti
- fluidi refrigeranti
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- fluidi estinguenti
- fluidi alimentari
- fluidi medicali
- fluidi fisiologici
- gas puri ed in miscela.
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Effetto
dei fluidi di contatto
Il fenomeno più frequente, conseguenza del contatto
con fluidi diversi, è il rigonfiamento che l'elastomero manifesta
anche in breve tempo.
Temperatura e pressione sono fattori esaltanti tale fenomeno ed occorre
quindi tenerne conto nella scelta della tenuta e nella sua
progettazione, anche per il fatto che un certo aumento di volume può
essere di aiuto nell'assicurare la tenuta del sistema.
Il rigonfiamento è quasi sempre legato ad un
deterioramento dell'elastomero, per cui le caratteristiche dell'O-Ring
tendono a degradare anche fortemente in presenza di eccessivi
rigonfiamenti. La temperatura elevata gioca un ruolo molto forte. In
presenza di fluidi particolari si può verificare un altro fenomeno
importante, noto come Estrazione o Solubilizzazione di componenti della
mescola. In tale caso si manifesta una diminuzione di volume dell'O-Ring
con risultati assai gravi venendo a mancare l'effetto di
precompressione, essenziale per una tenuta corretta. Anche in questo
caso la temperatura del sistema ha forte influenza sul fenomeno. Alcuni
componenti dell'ambiente atmosferico hanno effetti negativi sugli
elastomeri, se non adeguatamente protetti. Si tratta di ozono, raggi
ultravioletti, umidità (dell'influenza da parte dell'ambiente parleremo
più diffusamente a proposito dell'immagazzinamento degli O-Rings).
Condizioni
a temperature estreme
La bassa temperatura ha come conseguenza la perdita di
elasticità e l'indurimento degli elastomeri. La temperatura limite
oltre la quale si ha la rottura dell'O-Ring corrisponde a quella di
infragilimento della gomma, brittle point (ASTM D746).
Esistono altri livelli di bassa temperatura caratteristici, quali ad
esempio TR10 e TR50 (ASTM D1329), che rappresentano le temperature alle
quali
l'elastomero recupera parte della sua elasticità (es.: l'indicazione
TR10=-15°C sta ad indicare che l'elastomero in questione, sottoposto ad
un certo allungamento, bloccato in tale condizione e raffreddato fino ad
uno stato di non elasticità, successivamente rilasciato e
riportato lentamente alla temperatura di -15°C, riacquista il 10% della
lunghezza originaria). Esiste una certa
correlazione tra temperatura TR10 e brittle point.
Il funzionamento in continuo ad alta temperatura
provoca, nella maggior parte degli elastomeri, fenomeni di indurimento e
decadimento delle caratteristiche fondamentali con andamento
esponenziale rispetto alla temperatura. Si manifestano fenomeni
superficiali irreversibili, con fessurazioni più o meno profonde e
conseguente perdita di resistenza meccanica. Tali fenomeni possono
essere contenuti inserendo nella mescola particolari ingredienti con
funzione di antiinvecchiamento. La determinazione delle temperature
caratteristiche alle quali si manifestano fenomeni di invecchiamento
superficiale serve a stabilire la durata limite del manufatto in gomma
(cfr. Norma GME 60 258 'Prove di invecchiamento accelerato sugli
elastomeri').
Pressione
- Vuoto
Le due condizioni fisiche sono antitetiche, ma con
effetti e limitazioni simili per le tenute realizzate con O-Rings. In
applicazioni statiche un O-Ring può essere sottoposto a pressioni di
esercizio in continuo di circa 1000 bar (a temperatura ambiente), a
condizione che vi siano sedi dimensionate e realizzate con cura estrema
e siano montati degli anelli antiestrusione. In tali casi occorre anche
disporre di elastomeri particolarmente resistenti alla diffusione di gas
e di liquidi nella loro massa, di durezza 90 shore A.
Per applicazioni dinamiche con moto alternativo si
possono raggiungere i 100 bar con il solo O-Ring con giochi radiali
ridotti; per pressioni superiori occorre l'applicazione di anelli
antiestrusione (Back-up) di materiale adatto, potendo così raggiungere
i 350 bar.
Le variazioni brusche di pressione, soprattutto le decompressioni
rapide, possono provocare gravi danni agli O-Rings di materiale con
scarsa resistenza alla diffusione gassosa.
Sotto l'azione dell'alta pressione sia i gas che i
liquidi penetrano nella massa dell'elastomero per poi affiorare
durante la fase di brusca decompressione, dando origine a bolle e
lacerazioni che compromettono irreparabilmente l'O-Ring (effetto
Diesel). In condizioni di vuoto le tenute con O-Ring non sono di facile
realizzazione, anche in presenza di sedi accuratissime, sia per disegno
che esecuzione. In tali casi il fenomeno della diffusione gassosa gioca un grosso
ruolo. Per condizioni di vuoto dell'ordine di 10-4 - 10-5
torr si possono realizzare buone tenute anche con elastomeri comuni (NBR,
EPDM); per vuoti più spinti si deve ricorrere a polimeri
fluorurati o HNBR particolarmente resistenti alla diffusione gassosa.
Compatibilità
alimentare
Gli O-Rings in elastomero, destinati al contatto con
sostanze alimentari, debbono rispondere ad alcuni requisiti
fondamentali:
- a) tutti i componenti dell'elastomero devono
avere caratteristiche di non tossicità sia umana che animale e di
non cancerogenità;
- b) l'elastomero non deve impartire sapori ed
odori sgradevoli;
- c) la cessione dei propri componenti deve essere
minima sia nel breve che nel lungo periodo.
Le normative dei diversi Paesi si rifanno per lo più
ai principi sopra ricordati. Quelle di maggior diffusione e severità
sono:
| USA |
FDA
(Food and Drug Adm.) USA Title 21 C.F.R. 177 2600 |
| USA |
USDA
(Un. States Dept.Agriculture) 3A Sanitary Standard |
| USA |
NSF
International Standard 51, 61 |
| D |
BGA
Raccomandazioni KTW 1.3.13 |
| UE |
82/711/CEE
e 90/128/CEE |
| Italia |
DM
21/3/73, DL 25/1/92, DM 26/4/93 |
Per quanto riguarda in particolare l'acqua potabile,
le relative tubazioni ed i contenitori, esistono norme specifiche quali:
| USA |
ANSI/NSF
61-92 Drinking water system components |
| G.B. |
BS
6920:2000 |
Compatibilità
medicale
Nel campo medicale gli O-Rings sono utilizzati sia in
apparecchiature di produzione di sostanze medicali sia in apparecchi di
controllo ed analisi manuali od automatici (sia in apparecchiature di
cessione che di inoculazione) nei quali l'elastomero viene a contatto con
:
- fluidi medicali (soluzioni, miscele, ecc.)
- fluidi fisiologici (saliva, sangue, urina, succhi
gastrici, ecc).
Salvo applicazioni particolari, non esistono normative
specifiche; normalmente ci si affida alle normative che regolano
l'alimentarietà nei casi relativi al contatto ed al contenimento.
Per il caso più specifico di apparecchi a contatto
con il corpo umano o per l'impianto all'interno di esso, di volta in
volta ci si riferisce a normative "ad hoc" derivanti da
documentazione di sperimentazioni e da dottrina medica specifica.
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