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Nei
datasheets
sono riportati i valori tipici delle caratteristiche fisiche dei tipi di
PTFE caricato. Anche questi valori, riferibili in generale a pezzi
stampati, sono stati determinati secondo i metodi indicati e non possono
pertanto essere considerati in assoluto; essi consentono tuttavia un
confronto delle caratteristiche di ogni tipo rispetto all'altro.
Funzioni delle
cariche
Fibre
di vetro
Il PTFE viene caricato con fibre di
vetro in percentuali in peso variabili fra il 5 ed il 40%. Il vetro
migliora le caratteristiche di usura ed, in misura minore, quelle di
deformazione sotto carico, lasciando sostanzialmente inalterate le
caratteristiche elettriche e chimiche. Il vetro possiede scarsa
resistenza chimica agli alcali e può essere attaccato dall'acido
fluoridrico. Aumenta leggermente il coefficiente di attrito e, per
questa ragione, viene talvolta aggiunta della grafite che ne compensa gli
effetti.
Carbone
Il PTFE viene caricato con carbone in
percentuale in peso compreso fra il 10 ed il 35% unitamente a piccole
percentuali di grafite. Anche il carbone migliora notevolmente le
caratteristiche di usura e di deformazione sotto carico, aumenta la
conducibilità termica, lascia praticamente inalterate le
caratteristiche di resistenza chimica mentre modifica sostanzialmente
le caratteristiche elettriche.
Bronzo
Il PTFE viene caricato con bronzo in
percentuale in peso compreso fra il 40 ed il 60%. I caricati bronzo
possiedono le migliori caratteristiche di usura, notevoli
caratteristiche di deformazione sotto carico, hanno una buona
conducibilità termica mentre possiedono scarse caratteristiche
elettriche e di resistenza agli agenti chimici.
Grafite
Il PTFE viene caricato con grafite in
percentuali comprese fra il 5 ed il 15%. La grafite abbassa il
coefficiente di attrito e per questo viene spesso aggiunta ad altri tipi
di PTFE caricato per migliorare questa caratteristica; migliora le
caratteristiche di deformazione sotto carico e, in misura minore, le
caratteristiche di usura.
Altre
cariche
Anche il solfuro di molibdeno
diminuisce il coefficiente di attrito. Alcune polveri metalliche
(acciaio inox, nichel, titanio), in considerazione della loro
particolare resistenza chimica, vengono impiegate per caricare il PTFE
anche se le loro prestazioni ad usura sono inferiori. Gli ossidi
metallici, aggiunti ad altre cariche, conferiscono migliori
caratteristiche di usura.
Proprietà
fisico-meccaniche
Usura
Il contatto tra due superfici
striscianti, a causa dell'inevitabile attrito che si genera nella zona
di contatto, comporta una certa usura la cui entità è tanto maggiore
quanto maggiore è il carico, la velocità ed il tempo di strisciamento.
Teoricamente, sussiste fra usura e questi parametri una relazione
diretta del tipo
R
= KPVT
dove, nelle unità di misura della
tabella:
R = usura in mm
P = carico specifico in N/mm2 (riferito alla superficie proiettata - Ø
x l - nel caso di bussole, boccole ecc.)
V = velocità di strisciamento in m/sec
T = tempo in ore
K = coefficiente di usura in mm3 sec/Nmh.
Il valore del fattore PV oltre il
quale il coefficiente di usura perde il proprio comportamento lineare
assumendo valori considerevoli, per cui il sistema passa da condizioni di
usura debole a forte, è noto come "PV limite". Il PV limite ed
il coefficiente di usura K sono pertanto caratteristici di ogni
materiale. In pratica, però, coefficiente di usura e PV limite di uno
stesso caricato variano con la natura, la durezza e la finitura
superficiale del suo "partner" di contatto e con la presenza o
meno di fluidi di raffreddamento e/o lubrificazione.
Deformazione sotto carico e resistenza alla
compressione
Il PTFE, come del resto la maggioranza
delle altre materie plastiche, non presenta una "zona
elastica" dove il rapporto carico/deformazione (Modulo di Young) ha
un valore costante. Il rapporto carico/deformazione dipende dal tempo di
applicazione e dalle deformazioni che ne conseguono; questo fenomeno è
noto come "scorrimento plastico", mentre al cessare del carico
si ha solo un parziale ritorno delle deformazioni ("recupero
elastico") per cui si è sempre in presenza di una
"deformazione permanente".
Lo scorrimento plastico non è una
funzione lineare del tempo, è tale per cui dopo poco più di 24 ore si
hanno deformazioni che, nella maggioranza delle applicazioni, non
vengono considerate.
All'aumentare della temperatura, come
facilmente intuibile, si ha un decadimento delle caratteristiche di
deformazione sotto carico e conseguentemente di resistenza a
compressione; già a 100°C esse sono pari a 1/2 di quelle a 23°C
mentre a 200°C sono solo più circa 1/10; tuttavia il PTFE e in
particolare il PTFE caricato, è una fra le materie plastiche che ad elevate temperature
mantiene le migliori caratteristiche di
deformazione sotto carico.
Per ultimo, il recupero elastico si
può ritenere approssimativamente pari a circa il 50% delle deformazioni
sotto carico. Ne deriva che, parimenti, le deformazioni permanenti sono
pari al 50% delle deformazioni sotto carico. Queste considerazioni sono
riferibili sia al PTFE non caricato che al PTFE caricato. Quest'ultimo
però possiede caratteristiche decisamente superiori; esso infatti, ha una deformazione sotto carico che
per i tipi più comuni è circa 1/4 di quella del PTFE non caricato,
mentre la resistenza alla compressione è circa il doppio.
Proprietà termiche
La dilatazione termica dei
PTFE caricati è generalmente inferiore a quella del PTFE non caricato,
pur essendo sempre maggiore nella direzione di stampaggio che non in
senso trasversale. La conducibilità termica è superiore a quella del
PTFE non caricato in particolare per caricati addizionati con additivi a
conducibilità termica elevata. I PTFE caricati risultano pertanto
possedere caratteristiche termiche migliori del PTFE non caricato.
Proprietà elettriche
Queste proprietà dipendono
in larga misura dalla natura dell'additivo; solo i caricati con vetro
mantengono ancora buone caratteristiche dielettriche anche se
sostanzialmente differenti da quelle del PTFE non caricato; infatti, ad
esempio, resistività di volume e di superficie, costante dielettrica e
fattore di perdita variano sensibilmente al variare dell'umidità e
della frequenza.
Tolleranze
Le tolleranze riportate
nelle tabelle relative ai semilavorati si riferiscono al PTFE vergine.
Per i PTFE caricati dovranno essere richieste.
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