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Nel
datasheet
sono riportati i valori
tipici delle caratteristiche fisiche del PTFE riferibili a pezzi
ottenuti per stampaggio, determinati secondo i metodi indicati.
Proprietà
termiche
Stabilità
termica
Il PTFE è una delle materie plastiche
termicamente più stabili. A 260°C non si hanno apprezzabili
decomposizioni, per cui a questa temperatura il PTFE conserva ancora
buona parte delle proprie caratteristiche. Decomposizioni apprezzabili
si rilevano oltre i 400°C.
Punti di transizione
La disposizione delle molecole del
PTFE (struttura cristallina) varia al variare della temperatura. I punti
di transizione più importanti sono due: quello a 19°C al quale
corrisponde una variazione di alcune caratteristiche fisiche e quello a
327°C al quale corrisponde la scomparsa della fase cristallina: il PTFE
assume aspetto amorfo, conservando tuttavia ancora la propria forma
geometrica.
Dilatazione
Il coefficiente di dilatazione lineare
varia al variare della temperatura; inoltre, a causa dell'orientamento
dovuto alla lavorazione, i pezzi in PTFE sono in genere anisotropi; ne
deriva che il coefficiente di dilatazione è in funzione anche della
direzione.
Conducibilità
termica
Il coefficiente di conducibilità
termica del PTFE non varia col variare della temperatura ed è
relativamente elevato, per cui il PTFE deve considerarsi un buon
isolante. L'aggiunta di una opportuna carica migliora la conducibilità
termica (vedasi PTFE caricato).
Calore
specifico
Il calore specifico, come pure il
contenuto termico (entalpia), aumenta all'aumentare della temperatura.
Comportamento
nei confronti di agenti esterni
Resistenza
ai reagenti chimici
Il PTFE è praticamente inerte nei
confronti dei composti e degli elementi finora noti. Viene
attaccato solo da materiali alcalini allo stato elementare, dal
Trifluoruro di Cloro e dal Fluoro elementare a temperature e pressioni
elevate.
Resistenza ai
solventi
Il PTFE è insolubile in qualsiasi
solvente fino alla temperatura di circa 300°C. Gli idrocarburi
fluorurati provocano un certo rigonfiamento ma in maniera reversibile;
alcuni olii altamente fluorurati, a temperatura oltre i 300°C,
esercitano una certa azione solvente sul PTFE.
Resistenza agli agenti atmosferici ed alla luce
Provini di PTFE, esposti ormai da più
di vent'anni alle condizioni climatiche più disparate, non hanno ancora
dimostrato alcuna alterazione delle proprie caratteristiche.
Resistenza alle radiazioni
Le radiazioni tendono a provocare la
rottura della molecola del PTFE, per cui la resistenza del PTFE alle radiazioni
risulta relativamente modesta.
Permeabilità ai gas
Le caratteristiche di permeabilità
del PTFE sono quelle delle altre materie plastiche. La permeabilità
oltre a dipendere, ovviamente, dallo spessore e dalla pressione, dipende
anche dalle tecniche di lavorazione del PTFE.
Proprietà
fisico-meccaniche
Resistenza
a trazione ed a compressione
Queste caratteristiche sono in larga
misura influenzate dai cicli di lavorazione e dal tipo di polvere
impiegata. Il PTFE può essere impiegato in servizio continuo fino a
260°C, mentre a temperature prossime allo Zero assoluto possiede ancora
una certa plasticità a compressione.
Resistenza alla flessione
Il PTFE è relativamente flessibile e
non si rompe quando viene sollecitato a 0,7 N/mm2 secondo ASTM D 790. Il
modulo di elasticità a flessione si aggira intorno a 350-650 N/mm2
a temperatura ambiente, circa 2000 N/mm2
a -80°C, circa 200 N/mm2 a 100°C
e circa 45 N/mm2 a 260°C.
Resistenza all'urto (resilienza)
Il PTFE possiede elevate
caratteristiche di resilienza anche a basse temperature.
Memoria plastica
Se un pezzo di PTFE viene sollecitato
a trazione od a compressione, al di sotto del limite di snervamento,
parte delle deformazioni provocate permangono al cessare delle
sollecitazioni (deformazioni permanenti) così che nel pezzo risultano
indotte delle tensioni.
Se il pezzo viene riscaldato queste tensioni tendono a liberarsi e il
pezzo riassume la forma iniziale. Questa proprietà del PTFE è
comunemente indicata come "memoria plastica" ed è sfruttata
in diverse applicazioni.
Anche la maggior parte dei
semilavorati, a causa dei processi di trasformazione, possiede, in una
certa misura, simili tensioni. Se si vuole avere semilavorati
dimensionalmente stabili alle alte temperature, si può sottoporli a
280°C per 1 ora ogni 6 mm di spessore e raffreddarli poi lentamente. I
semilavorati così ottenuti sono quasi privi di tensioni interne e sono
noti come "condizionati" o "termostabilizzati".
Durezza
La durezza Shore D, misurata secondo il
metodo ASTM D 2240, ha valori compresi fra D50 e D60. Mentre, secondo la
norma DIN 53456 (carico 13,5 Kg, 30 secondi), la durezza è compresa fra
27 e 32 N/mm2.
Attrito
Il PTFE possiede, fra tutti i
materiali solidi, i più bassi coefficienti di attrito, compresi fra
valori di 0,05 e 0,09:
- il coefficiente di attrito statico
(di primo distacco) e quello dinamico sono uguali per cui non si
verificano fenomeni di grippaggio e di attrito allo spunto
- aumentando il carico, il
coefficiente di attrito diminuisce per poi stabilizzarsi
- il coefficiente di attrito aumenta
con l'aumentare della velocità
- il coefficiente di attrito rimane
costante al variare della temperatura.
Usura
L'usura dipende dalla condizione
dell'altra superficie di scorrimento ed è ovviamente in funzione della
velocità e dei carichi. L'usura viene notevolmente ridotta addizionando
al PTFE opportune cariche (vedasi PTFE caricato).
Proprietà
elettriche
Il PTFE è un buon isolante
ed un prezioso dielettrico. Esso mantiene praticamente queste sue caratteristiche
in un ampio campo di condizioni ambientali, di temperature e di
frequenza.
Rigidità dielettrica
La rigidità dielettrica del PTFE
varia al variare dello spessore e diminuisce con l'aumentare della
frequenza. Rimane praticamente costante fino a 300°C e non varia
nemmeno dopo prolungato trattamento ad elevate temperature (6 mesi a
300°C). Dipende in buona misura dai processi di lavorazione.
Costante dielettrica e fattore di dissipazione
Il PTFE possiede valori di costante
dielettrica e di fattore di dissipazione molto bassi; questi valori rimangono
invariati fino a 300°C, in un campo di frequenze fino a 109 Hz ed anche
dopo prolungato trattamento termico (6 mesi a 300°C). Costante
dielettrica e fattore di dissipazione, così come la Resistività di
volume e di superficie, si possono considerare indipendenti dai processi
di lavorazione.
Resistenza all'arco
Il PTFE possiede una buona resistenza
all'arco. Il tempo di resistenza all'arco secondo ASTM D 495 è di 700
sec..
Anche dopo azione prolungata, non si notano carbonizzazioni delle
superfici.
Resistenza all'effetto corona
Le scariche dell'effetto corona
possono anche provocare erosioni alle superfici del PTFE che viene
comunemente indicato come isolante idoneo in caso di elevate differenze
di potenziale.
Proprietà
di superficie
La configurazione
molecolare del PTFE conferisce alle superfici un'elevata antiadesività;
sempre per lo stesso motivo le sue superfici risultano difficilmente
bagnabili: l'angolo di contatto con l'acqua è 110° ca. e si può
affermare che, oltre una tensione superficiale di 20 dine/cm, i liquidi
non bagnano più il PTFE. Un trattamento speciale, chiamato
impropriamente cementazione, rende le superfici collabili e bagnabili.
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